L’avventura alcune volte è dietro l’angolo, basta incalzare le scarpe e iniziare a correre, salire per sentieri e perdersi nella magia della natura e delle montagne, per sentirsi liberi e respirare aria nuova, fresca!

È proprio quello che piace fare a Graziana Pè, classe 1980, proveniente dal Lago d’Iseo e appassionata di corsa in montagna. Le Ultra Trail sono il suo pane quotidiano.

Graziana è una tipa tosta, tutta colorata: dalla punta dei capelli, rimasugli della carriera da parrucchiera, mollata due anni fa per dedicarsi alla corsa, fino ai piedi, dove indossa con stile le sue calze sportive preferite : le nostre Running Stripes!

graziana pè running stripes oxeego
Pic Martina Valmassoi

Gentile, comprensiva, determinata e agguerrita. È stata definita la Tigre delle Ultra da Donne di Montagna. È una delle runner più forti del mondo e siamo orgogliosi abbia scelto di correre con ai piedi le calze tecniche sportive OXEEGO.
Esordisce con la CCC 100, la sorella minore della UTMB. Un inizio senza mezze misure!

Si allena vicino a casa, nella zona del Lago di Iseo e sulle Orobie, le sue montagne preferite, forse perché un po’ le somigliano: dure e selvagge!

Eufòria – Andorra Ultra-Trail

A luglio Graziana ha partecipato insieme alla sua compagna Rossana Morè all’Eufòria, una gara di 233 km del circuito Andorra Ultra Trail. Una gara dura: i Pirenei spagnoli non perdonano!

L’Andorra Ultra Trail è un circuito di 7 trail che si svolgono ogni anno nel mese di luglio sui selvaggi Pirenei spagnoli. I 7 trail variano per lunghezza e difficoltà per dare modo a più appassionati possibili di parteciparvi.

La gara più dura e più impegnativa è sicuramente l’Euforia. Il percorso copre una distanza di 233 km, comprende la scalata di numerose vette con altezza variabile tra 2500 e 3000 m, con un dislivello positivo di 20.000 m.

Ovviamente Graziana ha scelto questa trail tra le sette a disposizione, perché una tigre come lei non si accontenta mai!

Graziana all’Euforia

Graziana si è da subito innamorata dei Pirenei. Prima della partenza era agitata, irrequieta, ma quando comincia a prepararsi ritrova la calma e la serenità che questo sport sa regalarle.

La coppia di donne, Graziana insieme all’amica Rossana Morè, è affiatata, preparata, allenata e agguerrita. Sognano l’Euforia da mesi. Durante le uscite di allenamento si ripetevano che ce l’avrebbero fatta, che sarebbe stato come a casa. Il bello della partecipazione a queste gare sta proprio nella preparazione, nel percorso che inizi per poi arrivare alla meta.

Il percorso parte nella maniera più dura possibile: 1,5 km di salita verticale. Gli aguzzi Pirenei spagnoli non lasciano tregua ed è un susseguirsi di salite e canaloni con pietraie.
Le ragazze non riescono ad ingranare, lo capiscono quasi subito. Ma non mollano e ci provano, tenendo duro.

graziana pè andorra ultra trail
Pic Martina Valmassoi

I Pirenei spagnoli sono montagne selvagge, aride e senza appoggi. Per quanto lo possano essere anche le nostre Alpi, c’è una differenza fondamentale: la cultura della montagna. In Andorra, non c’è la cultura del rifugio, del punto di appoggio. Questo complica le cose alle nostre runner che devono caricarsi sulle spalle uno zaino pesante per non rischiare di rimanere senza cibo o acqua.

Seguono, con fatica, la traccia GPS quasi fino al primo stop. Mancano circa 10 km alla prima base vita. Incontrano un’altra coppia di italiani che le sprona a non mollare. Il rifugio è vicino. Lì potranno riposare, dormire e mangiare.

Quando qualcosa scatta nella testa e non puoi continuare.

La testa è saltata. Il mostro, come lo chiama Graziana, è venuto a far loro visita. Mollano. E per amore di cronaca, mollano quando sono in testa alla classifica.

Scendono dalle piste da sci verso il rifugio dove trovano Alberto, il marito di Graziana che capisce subito che le ragazze non sono al top della forma.

Le causa? Il caldo, l’aridità dei Pirenei, le salite verticali e magari anche l’emozione di essere lì. In questi casi, succede e basta. Le Ultra Trail non perdonano: ci vuole testa, cuore e gambe, in un mix difficile da spiegare per correre e non mollare mai, fino alla fine.

Sicuramente la caduta di Rossana di tre settimane prima non le ha aiutate. Nonostante le cure di Stefano Punzo, fisioterapista delle due ragazze, le botte al ginocchio, al bacino e allo sterno hanno probabilmente influito sulla condizione fisica di Rossana. Anche questo fa parte del gioco. Si cade per poi rialzarsi.

L’obiettivo è continuare a spingere e macinare sempre più chilometri perché il fascino delle Ultra Trail, una volta che ti ha rapito non ti abbandona!